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I Pianeti

In questa sezione molto interessante, vi sono le descrizioni fisiche di tutti i pianeti del nostro sistema solare! Queste informazioni sono riportate nei vari numeri del manga di Sailor Moon, prima della storia effettiva^*^

Luna

La Luna è ancora un mistero cosmico: generata dalla Terra nell'impatto con un grande asteroide (o una cometa) e fatta schizzare in orbita a 384.000 km, o un asteroide catturato dalla forza gravitazionale terrestre?
In ogni caso è la nostra meravigliosa compagna di viaggio, che orbita intorno a noi e, contemporaneamente, attorno al sole. Priva di atmosfera, con una temperatura superficiale che varia dai +120°C della parte illuminata dal sole ai -170°C di quella in ombra, grande circa un quarto della Terra, ha una forza di gravità pari a 1/6 di quella terrestre: ciò ha permesso all'uomo di sentirsi leggero e poter saltare con estrema facilità, come si è visto nella diretta TV dalla Luna il 21 Luglio 1969, quando l'astronauta americano Neil A. Armstrong vi ha posato il piede per la prima volta. E' costellata di numerosi crateri d'origine vulcanica e meteorica e dai cosiddetti mari, che non contengono acqua ma sono grandi pianure delimitate da montagne, crepacci, valli, caverne e crateri. Un paesaggio, dunque, estremamente desolante ed inospitale, in una assoluto silenzio perchè privo di atmosfera che trasmetta i suoni. La Luna orbita intorno a noi descrivendo un elisse (di cui la Terra è uno dei fuochi) alla velocità di un chilometro al secondo, completandola in circa un mese; poiché nello stesso periodo di tempo ruota una volta su se stessa, presenta a noi sempre la stessa faccia: solo grazie alle foto trasmesse dalla sonda sovietica Lunik III pubblicate dai quotidiani il 27 ottobre 1959 abbiamo potuto conoscere l'altra faccia della Luna. Il sole illumina una metà del nostro satellite, ma secondo la posizione che assume nella risoluzione attorno alla Terra lo vediamo crescere e calare: se la gobba è rivolta a Ponente, cioè a ovest, la Luna è crescente, se è rivolto a Levante, cioè a est, è calante. Quando la Luna si ritrova fra la Terra e il Sole non è visibile, perchè presenta a noi la faccia in ombra; durante questa fase può verificarsi il fenomeno dell'eclissi solare, che può essere totale, parziale o anulare. L' eclissi di Luna si verifica invece quando è la Terra ad interporsi fra il Sole e il nostro satellite, e può essere totale o parziale. La Luna influenza anche la vita sulla Terra determinando le alte e le basse maree. Tutto ciò per molti secoli ancora, poi, poiché tutto nella vita ha una fine, in seguito a variazioni nella distanza dalla Terra e nei tempi di rotazione si determineranno variazioni varie da farla precipitare verso la Terra, facendola andare in frantumi a una distanza di 15.000 chilometri. Il materiale polverizzato si disporrà in orbita formando un anello come quello di Saturno.

Mercurio

Mercurio è, dopo Plutone, il più piccolo dei pianeti del Sistema Solare; non è facile vederlo perchè orbita molto vicino al Sole (Copernico, il grande astronomico polacco, si rammaricò in punto di morte di non esserlo mai riuscito a vederlo nel corso della sua vita). Mercurio, se osservato con un piccolo telescopio, presenta le caratteristiche fasi della Luna: la sua superficie è straordinariamente simile a quella lunare per l'abbondanza di crateri e per i grandi bacini di forma quasi circolare, circondati da sistemi di catene montuose; si ritiene che questo sia stato provocato, come per la Luna, un intenso bombardamento meteorico primordiale. Mercurio ha un raggio di 2439 km pari circa il 40% di quello terrestre: il periodo di rotazione sul proprio asse è di circa 59 giorni terrestri; la temperatura superficiale varia da 300° C nell'emisfero diurno, a meno 170°C nell'emisfero notturno. Mercurio, mentre compie due rivoluzioni attorno al sole, gira tre volte attorno al proprio asse, il giorno solare dura ben 176 giorni (due anni mercuriali); il Sole si "muove" infatti molto lentamente nel cielo di Mercurio, ed è così vicino che un uomo posto sulla superficie del pianeta lo vedrebbe due volte e mezza più grande e sette volte più luminoso che sulla Terra, in un cielo che per la mancanza di atmosfera è nero. Mercurio è periodicamente osservabile come un minuscolo puntino scuro, indistinguibile da una macchia solare se non fosse per il veloce moto con cui si sposta sul disco; la massima durata di un transito di Mercurio è di nove ore. 
Il primo "incontro ravvicinato" con Mercurio ebbe luogo il 29 marzo 1974 con il sorvolo della superficie dell'emisfero buio (a meno di 700 km dal suolo) da parte della sonda americana Mariner-10, lanciata il 3 novembre 1973 da Cape Canaveral in Florida. Il secondo sorvolo, questa volta nell'emisfero illuminato, fu effettuato il 21 settembre 1974, a 48.000 km di altezza. Il terzo risale all'agosto del 1991 con l'invio di potenti fasci di radio-onde trasmesse dall'antenna NASA di Goldstone in California; questo rilevamento portò alla scoperta di una probabile calotta polare ghiacciata il corrispondenza del Polo Nord del pianeta. l'esistenza di questa zona ghiacciata è possibile in quanto la luce solare colpisce la superficie ai poli di Mercurio quasi di taglio, mentre all'equatore il sole a mezzogiorno passa esattamente alla Zenit; si calcola che ai poli la temperatura sia di circa 200°C sotto zero. Mercurio è quindi un  pianeta che non può sicuramente ospitare nessuna forma di vita.

Marte

Marte dista dal Sole circa 228 milioni di km., ha un raggio equatoriale di 3.393 km e impiega circa 687 giorni per compiere un giro completo attorno al Sole. Marte ha due piccoli satelliti, Phobos (paura) e Deimos (terrore) che ruotano rivolgendo al pianeta la stessa "faccia", come la Luna alla Terra, essi furono scoperti nel 1877 dall'astronomo A. Hall, il quale diede loro i nomi dei cavalli che nella mitologia greca trainavano la biga del dio della guerra, Ares. La temperatura superficiale del pianeta è molto rigida: durante l'Estate (marziana) può superare poco dopo mezzogiorno i 20°C, per poi ripiombare a -80°C durante la notte; d'inverno la temperatura ai poli tocca i -120°C. L'atmosfera è costituita da anidride carbonica, azoto, argo e altri gas in tracce. L'acqua allo stato liquido non può esistere, sia per la bassa pressione atmosferica, pari a 1/60 di quella terrestre, sia per la temperatura spesso sotto lo zero; esiste però sotto forma di ghiaccio di anidride carbonica, imprigionato nei sedimenti sotto le bianche calotte delle regioni polari. Le calotte sono una delle caratteristiche più appariscenti all'osservazione telescopica, oltre alla tipica colorazione "arrugginita" del pianeta. Il suolo di Marte è costantemente bombardato dalla radiazione ultravioletta che, non filtrata dall'atmosfera come sulla Terra, sterilizza e distrugge velocemente qualsiasi sostanza organica. L'emisfero meridionale appare intensamente craterizzato e percorso da numerosi canali lunghi centinaia di km e larghi qualche decina, probabilmente generati in un remoto passato da catastrofiche inondazioni. L'emisfero settentrionale presenta relativamente pochi crateri da impatto, ma molti vulcani giganteschi, come il monte Olimpo, che, ergendosi per 26 km. ed estendendosi sulla pianta circostante per 550 km., è uno dei più alti in assoluto del Sistema Solare; vi sono inoltre flussi solidificati di lava, scarpate, pianure e canyon che rendono la superficie estremamente varia. Dalle osservazioni di Marte fatte nel 1877 dal direttore dell' osservatorio di Brera, G.V. Schiapparelli, nacque la disputa sui presunti canali artificiali e sull'esistenza dei "marziani": i presunti canali si rivelarono però essere illusivamente dovuti alla visione del pianeta con strumenti di scarsa risoluzione e, in quanto ai "marziani", già prima dell'atterraggio della sonda americano Viking-1, lo scienziato inglese J. Lovelock arrivò alla conclusione che il pianeta rosso dovesse essere privo di vita, perchè l'atmosfera è costituita prevalentemente da anidride carbonica. Nel luglio 1965 Marte fu sorvolato da Mariner-4, che trasmise le prime immagini ravvicinate della superficie; nel novembre 1971 il Mariner-9 inviò ben 1329 immagini e divenne il primo veicolo spaziale in orbita attorno a un'altro pianeta. La prima missione con equipaggio verso Marte è prevista verso il primo trentennio di questo secolo, durerà 9 mesi circa il viaggio di andata, 1 mese la permanenza sul pianeta e 7 mesi il ritorno (meno perchè verrà sfruttata la forza gravitazionale del pianeta Venere). L'astronave sarà assemblata in orbita nei pressi della stazione spaziale Freedom e, dopo i collaudi e i rifornimenti, partirà con 6-12 persone di equipaggio in orbita attorno a Marte; 3-9 di esse passeranno nel modulo in discesa, diventando i primi esseri umani a calpestare il suolo di un'altro pianeta del sistema solare.

Giove

Il pianeta Giove avrebbe potuto essere una stella se fosse stato venti volte più pesante, ciò che gli avrebbe permesso un calore sufficiente per innescare le necessarie reazioni nucleari: la differenza tra un pianeta e una stella e infatti solo un problema di massa. Giove è composto essenzialmente da idrogeno per 90% e da elio per il 10%; le sue correnti di convenzione producono un forte campo magnetico e delle cinture radioattive che impediscono assolutamente di avvicinarsi: le sue radiazione sono infatti centinaia di volte superiori alla dose mortale. Giove, lontano dal sole mediamente 778,33 impiega 11 anni e 86 giorni per compiere una rivoluzione completa, ha un volume pari a quello di 1300 terre e una massa 318 volte maggiore di quella terrestre, che supera addirittura quella di tutti gli altri corpi del sistema solare messi insieme (escluso naturalmente il sole). Giove, prototipo della classe dei pianeti giganti gassosi, non possiede una superficie solida, emette il 70% di energia in più di quella che riceve dal sole è solo la sommità dell'atmosfera e ruota su se stesso in meno di 10 ore alla velocità di 45.700 km/h; la rapida rotazione produce un evidente schiacciamento ai poli: infatti nel raggio solare è più corto di quello equatoriale di circa 4.640 km. Ciò che vediamo di Giove è solo la sommità dell'atmosfera, di cui gli aspetti più appariscenti sono l'alternarsi di fasce colorate, le zone chiare e le bande scure orientate nel senso dei paralleli, e la cosiddetta Grande Macchia Rossa che, osservata per la prima volta nel 1664 dall'inglese R. Hooke, ha un estensione maggiore di quella della Terra, ed è un gigantesco vortice di alta pressione. Sotto le coloratissime nubi di Giove dominano dei venti che spirano a oltre 500 km/h sia in senso verticale, sia orizzontale, e i cicloni. Giove è al centro di un sistema di 16 satelliti più un debolissimo anello scoperto dal Voyager 2, non più spesso di 30 km, costituito da particelle di polvere. Nel 1610 G. Galilei scoprì gli "astri medicei", ai quali diede i nomi di quattro amanti di Giove: Io, Europa, Ganimede e Callisto, secondo la mitologia greca. Io ed Europa sono grandi pressappoco come la Luna: su Io le sonde Voyager 1 e 2 scoprirono, nel 1979, un'attività vulcanica, mentre Europa e un corpo roccioso uniformemente ricoperto di ghiaccio. Ganimede, il più grande dei satelliti di Giove, è anche il più grande satellite dell'intero sistema solare: con il suo diametro di 5.270 km, supera quello dei pianeti Mercurio e Plutone, e raggiunge quasi la metà di quello terrestre; Callisto, il più lontano dei quattro, presenta una superficie ghiacciata e fortemente craterizzata. I satelliti minori di Giove sono di dimensioni variabili fra i 10 e i 180 km, e hanno forme irregolari (forse sono frammenti di grossi satelliti o asteroidi catturati dalla forza di gravità del pianeta). Il primo rendez-vous con Giove avvenne il 4 dicembre 1973 a opera della navicella statunitense Pioneer 10, che arrivò a 130.300 km dalla sommità delle nubi riuscendo a raccogliere circa 300 immagini. Il Pioneer 11 sorvolò il 3 dicembre 1974 il polo sud di Giove, passando a soli 42.960 km di altezza. Il 5 marzo 1979, il Voyager 1 transitò a 280.000 km da Giove, seguito il 9 luglio dalla gemella Voyager 2 a 645.000 km, che trasmise a terra complessivamente 34.000 immagini del pianeta e della sue lune. L' 8 febbraio 1992, la sonda Ulysess - frutto della collaborazione tra l'Agenzia Spaziale Europea (ESA) e la NASA - passò a 476.000 km dalla sommità delle nubi di Giove, ma un incontro - o meglio uno scontro - spettacolare fu quello dei frammenti della cometa Shoemacher-Levy 9, che si schiantarono su Giove nel luglio 1994.

Venere

Venere è dopo il Sole e la Luna, l' astro più luminoso del cielo, non ha satelliti e le sue dimensioni (raggio equatoriale 6.051 km.), la sua massa e la sua densità media (5,25 g/cm3) sono appena inferiori ai valori terrestri. Ruota sul proprio asse molto lentamente, con un giorno di durata pari a circa 243 giorni terrestri , in senso retrogado (cioè da ovest verso est, in contrasto con quasi tutti i pianeti) e con un periodo di rivoluzione attorno al Sole di circa 225 giorni. L'atmosfera del pianeta, composta quasi totalmente da anidride carbonica (96,4%) e azoto (3,47%), causa un notevole effetto serra che intrappola l'energia termica proveniente dal Sole negli strati atmosferici prossimi alla superficie, dove la temperatura raggiunge i 450°-460°C. Le nubi di Venere sono formate da goccioline di acido solforico stratificate tra i 48 e i 58 km. sopra la superficie, e i venti di alta quota le fanno girare intorno al pianeta in circa 5 giorni. La superficie del pianeta risulta formata per il 60% da bassipiani ondulati - di composizione probabilmente granitica - con elevazioni di zone grandi come l' Australia chiamate continenti (Ishtar Terra-Aphrodite Terra-Alpha e Beta Regio), ove rivelazioni radar hanno mostrato catene montuose e vulcani intervallati da valli e canyons; nelle zone pianeggianti sono sparsi crateri da impatto e sono state anche rivelate tracce di eruzioni vulcaniche. L' esplorazione di Venere è iniziata il 14 dicembre 1962, quando la sonda americana Mariner 2 passò a 35.000 km. dalla coltre di nubi, confermando che Venere era un inferno capace di fondere lo stagno e il piombo e di far bollire il mercurio! Negli anni successivi, numerose altre sonde sia sovietiche che americane esplorarono e atterrarono su Venere. Da segnalare Venere 7 il 15 dicembre 1970, il Pioneer Venus che in orbita venusiana dal 4 dicembre 1978 ottenne la prima mappa altimetrica del pianeta ad eccezione delle regioni polari, e la Magellano, liberata nello spazio nel maggio 1989 dalla navetta spaziale Atlantis in orbita attorno alla Terra, che raggiunse Venere nell'agosto 1990. Dopo aver percorso 15.032 orbite attorno a Venere e averne mappato tutta la superficie con un radar, Magellano si è frantumata precipitando nella zona settentrionale di Atlanta il 12 ottobre 1994.

Plutone

Plutone, nono pianeta del Sistema Solare, fu scoperto dall'astronomo americano Clyde Tombaugh nel 1930. E' circa 30 volte più lontano dal Sole rispetto alla Terra, ha una temperatura superficiale dell'ordine di 200°C sotto lo zero e la luce solare impiega ben 5,5 ore per raggiungerlo. Plutone forma un pianeta doppio assieme al suo satellite Caronte, dal quale dista 19.600 km, e ha un diametro di 2.280 km., mentre quello del suo satellite, che fu scoperto da J.W. Christy nel 1978, misura 1.190 km.
Caronte, come la nostra Luna, rivolge a Plutone sempre la propria faccia: ruota infatti attorno al pianeta in 6,378 giorni, mentre Plutone ruota su se stesso in 6,4 giorni. Plutone impiega ben 248,43 dei nostri anni per completare un orbita attorno al sole, è grande circa 1/5 della Terra e ha una massa che non supera il 20% di quella della nostra Luna. Si ipotizza che oltre l'orbita di Plutone vi siano diverse decine o addirittura centinaia di piccoli pianeti ghiacciati ancora da scoprire. La superficie di Plutone è di metano ghiacciato, azoto e monossido di carbonio, mentre l'interno è composto da rocce. L'atmosfera principalmente composta di metano, raggiunge i 3000 km. di altezza, mentre Caronte è ricoperto di brina. Al telescopio, Plutone si mostra appena come un debole punto di luce in lentissimo movimento rispetto alle stelle: è l'unico pianeta del Sistema Solare non ancora visibile da una sonda spaziale.

Urano

Il pianeta Urano venne scoperto da William Hershell il 13 marzo 1781; a occhio nudo è appena visibile, al telescopio si presenta come un dischetto di colore verdastro. La colorazione verde-azzurra della sua atmosfera è dovuta all' abbondante presenza di metano gassoso (2% delle molecole) che assorbe la luce rossa del Sole. Il composto condensa inoltre ad alta quota formando uno strato di nubi. Come per tutti gli altri pianeti giganti, la composizione atmosferica è dominata da idrogeno (83%) ed elio (15%), presenti in proporzioni vicine a quelle del Sole. Il pianeta presenta un sensibile schiacciamento ai Poli dovuto alla veloce rotazione su se stesso. Il raggio equatoriale è di 25.559 km. e quello polare di 24.973 km.; l'inclinazione dell'asse di rotazione è di 97,86 gradi, il periodo di rotazione all'equatore è di 17,9 ore e il periodo di rivoluzione attorno al sole di 84 anni circa. Durante la ricognizione di Urano compiuta dalla sonda americana Voyager dal 24 Gennaio al 25 Febbraio 1986, furono scoperti altri 10 satelliti oltre ai 5 già conosciuti e 2 anelli in più dei 9 già scoperti da Terra con il sistema delle occultazioni stellari (diminuzione della luminosità di una stella dovuta all'interposizione di corpi oscuri). I satelliti Titania (raggio 805 km.) e Oberon (raggio 775 km.) furono scoperti nel 1787, pochi anni dopo che lo stesso William Hershell scoprì il pianeta, mentre Ariel e Umbriel furono scoperti da Lassel nel 1851. Di Miranda (diametro 480 km.), scoperto da Kuiper soltanto nel 1948, il Voyager 2 ha ripreso dalla distanza di 31.000 km. immagini ad altissima risoluzione con particolari della superficie visibili fino a 1 km.. Gli altri satelliti di Urano sono: Punch (diametro 150 km.), Cordelia e Ofelia (diametro 30 km. circa), Belinda, Rosalind, Portia, Juliet, Desdemona, Cressida e Bianca. Grazie alle immagini trasmesse a Terra dalla sonda NASA Voyager 2, abbiamo potuto osservare che Miranda ha una superficie estremamente complessa, Ariel e Titania hanno estesi crostali, Oberon ha crateri raggiati riempiti di materiale più scuro e Umbriel ha una superficie dall'aspetto assai antico ricoperta quasi uniformemente da crateri.

Nettuno

Nettuno orbita ad una distanza media dal Sole di 4.497 milioni di chilometri e per completare una rivoluzione attorno ad esso impiega circa 165 anni. Da quando è stato scoperto, nel settembre del 1846, non ne ha ancora portata a termine una per intero. La sua esistenza venne dedotta separatamente da 2 matematici, C. Adams (inglese) e U.J.J. Le Verrier (francese), nel tentativo di spiegare le anomalie osservate nel pianeta Urano. Le Verrier si rivolse all'astronomo tedesco Galle, suo amico, perchè cercasse il pianeta nell'area di cielo da lui prevista. Questi, assistito dal collega D'Arrest, scoprì il pianeta ad appena 56' dalla posizione indicata da Le Verrier. Nettuno, che a occhio nudo non è visibile, al telescopio si presenta come un piccolo disco verde-azzurro senza alcun dettaglio della sua struttura superficiale. ma nel 1989 la sonda americana Voyager 2 l' ha riscoperto, passando a 5.000 km. dalla sommità delle nubi nettuniane. Le immagini del Voyager hanno rilevato un' atmosfera dalla caratteristica colorazione azzurra, percorsa da fasce e bande parallele all'equatore; una Grande Macchia Scura luna 10.000 km., posizionata intorno alla latitudine di 20° Sud, sembra una mal riuscita imitazione della Grande Macchia Rossa del pianeta Giove. L'atmosfera di Nettuno è costituita principalmente da idrogeno (85%) ed elio (13%), con una piccola percentuale di metano (2%). Forti correnti spirano con violenza verso Ovest, sospingendo vortici di nubi in continua evoluzione, alcune delle quali bianche, simili a giganteschi cirri, probabilmente formati da piccoli cristalli di metallo ghiacciati. La temperatura è decisamente rigida (attorno ai -200°C). Nettuno ha una massa 17 volte superiore a quella della Terra e una densità media pari a 1,64 volte quella dell'acqua. Il raggio equatoriale definito convenzionalmente è di 24.764 km., mentre quello polare e più corto di 421 km. Il Voyager 2, che lanciato da Capo Canaveral il 20 agosto 1977, dopo aver sorvolato Giove (1979), Saturno (1981) e Urano (1986), il 23 gennaio 1989 inviò alla Terra le prime immagini di Nettuno e del suo satellite Tritone (scoperto nel 1986). Oltre a Tritone e Nereide (individuato nel 1949), il Voyager 2 ha localizzato attorno a Nettuno altre 6 piccole lune e 4 anelli di bassa riflettività, di cui 3 sottili e uno ampio circa 5800 km.. Tritone, la cui superficie è costellata di bocche eruttanti azoto liquido, e che si muove attorno al pianeta di moto retrogado, prima o poi 'cadrà' verso Nettuno per il restringimento graduale, su tempi lunghi, dell'orbita. I satelliti di Nettuno, oltre ai già citati Tritone (diametro 2.700 km.) e Nereide (340), sono: Proteus (415), Larissa (190), Despina (180), Galatea (150), Thalassa (80) e Nalad (60).

Saturno

Saturno, il "Signore degli anelli", è il più spettacolare dei pianeti; già all'osservazione, con un buon binocolo, si nota che ha un aspetto meno vivacemente colorato rispetto a Giove, ma ciò probabilmente è dovuto solo a uno strato di nebbie di alta quota che stende un velo sull'intero pianeta smorzandone i contrasti cromatici. Mediamente, Saturno dista dal Sole, attorno al quale compie una rivoluzione completa in 29,458 anni, circa il doppio di Giove (1426,98 milioni di km), e a tale distanza, il Sole splende circa 100 volte meno di come appare alla Terra. All'inizio del XVII° secolo, Galileo Galilei intravide qualcosa di strano attorno al piccolo disco giallo-bruno del pianeta, ma i 30 ingrandimenti di cui disponeva e l'ottica imperfetta dello strumento gli impedirono di identificare gli anelli. Il merito della scoperta va quindi attribuito all'astronomo olandese Christian Huygens, che riuscì a risolvere il mistero nel 1656, un anno dopo aver scoperto il più grande dei satelliti di Saturno, Titano. Nel 1665, Gian Domenico Cassini scoprì una breccia nell'anello attorno a Saturno, una netta zona scura che divideva il disco in due parti, rimasta poi nota come 'divisione di Cassini'. A questo astronomo si deve anche la scoperta di altri 4 satelliti: Giapeto (1671), Rea ((1672), Dione e Teti (1684). L'astronomo Willliam Herschel scoprì nel 1789 i satelliti Encelato e Mima mentre nel 1898 l'americano Pickering individuò il più distante fra i satelliti di Saturno, Febe. Tutt' oggi ne sono stati identificati 18. Saturno ha un diametro di 120.000 km., ruota su se stesso in 10 ore e 14 minuti, ha una temperatura di circa -180°C e un forte schiacciamento polare (il diametro polare è infatti più corto di quello equatoriale di circa il 10%). Al telescopio, il globo del pianeta appare rosato e sono riconoscibili bande e fasce parallele all'equatore. Talora, delle macchie, probabili perturbazioni atmosferiche, appaiono sulla superficie del pianeta; una di esse apparve nell'ottobre del 1969 e rimase visibile fino al febbraio del 1991. L'atmosfera è composta prevalentemente da idrogeno ed elio, con abbondanza di metano e presenza di ammoniaca gassosa al di sopra delle nubi. Saturno è stato rasentato per la prima volta da una sonda americana, il Pioneer 11, nel 1979, poi dalle sonde voyager 1 e 2 rispettivamente nel 1980 e nel 1981.